
Io immagino, ricordo, combino…
Ore 19:30 LEMON VODKA
Entro al caffè latino, lei è al bancone seduta su uno sgabello che mi aspetta. Noto da lontano che sta sgranocchiando una delle sue abituali barrette ipocaloriche. Sono disgustose ma utili per permetterle di entrare nei suoi seducenti jeans Diesel taglia 27.
Mi avvicino, da dietro: “Tanto è inutile, prima o poi la cellulite avrà anche le tue cosce” le dico appioppandole un bacio sulla nuca.
Lei si gira quel tanto che basta per offrirmi le labbra per un bacio: “Sono contenta che sei venuto” dice, maltrattando l’ennesimo congiuntivo
Mi siedo sullo sgabello accanto.
“Cosa bevi?” chiedo.
Lei ci pensa un attimo, guardando la lista dei cocktail appesa al muro.
“Prendo un lemon vokda”.
“Okay, un lemon vodka e un Negroni sbagliato” ordino al cameriere dall’altra parte del bancone.
Sorrido. Il vodka lemon è perfetto per le calorie e per il sapore che lascia in bocca; è il cocktail ideale per i baci, per questo è il preferito dalle ragazze sveglie.
Ore 17:00 POMPINI
E' quasi un'ora che l'aspetto, sono tentato di andarmene ma resisto. Ancora un poco, penso, in fondo è già successo altre volte ma ne è sempre valsa la pena. Per motivarmi a resistere metto a fuoco la sua faccia, le sue labbra, soprattutto. Eccola, adesso ce l’ho bene in mente, è una che non vincerebbe un benchè minimo concorso di bellezza però sa fare dei pompini come nessun’altra. E in fondo è per questo che sono qui… o no?!
Ordino l'ennesimo caffè e riprovo a chiamarla ma il suo cellulare è sempre spento. Chissà cosa starà facendo, penso, magari un pompino ad un pirla qualsiasi, un parassita del terziario avanzato, uno che non produce nulla, che si limita a vivere del consumo degli altri. Cazzo... cazzo... cazzo… me ne devo andare. Subito.
Faccio un cenno al cameriere per il conto quando lei appare all’improvviso. Bella, certo non la più bella del locale ma garantito, la più eccitante. Mi sorride, un sorriso da sfinge, da settimana enigmistica, da gioconda moderna, da pompini indimenticabili. Non si scusa, ma io non sono mai stato esigente in fatto di scuse, specialmente con "chi ci faccio all’ammore".
Ore 11.15 VACANZE ALL INCLUSIVE
Il bar profuma di brioche, ma di brioche di classe, non certo quelle mollicce scongelate nel microonde. Lei è seduta di fronte a me e mi sta parlando da almeno dieci minuti. Cerco di sintonizzarmi sulla sua bocca, sul labiale, per recuperare il filo del discorso. Sta dicendo cose sgradevoli su di noi, di noi intendo come coppia. Percepisco che siamo fidanzati e che siamo in crisi. La osservo, è una ragazza carina, con tutte le cose a posto, compreso le tette che premono contro la dolcevita mezzamanica fucsia Calvin Klein, ma troppo scontata. Fare sesso con lei, penso, dev’essere una cosa piacevole ma limitata. Una cosa tipo girare il mondo però con pacchetti turistici all inclusive.
“Sei distratto... a che pensi?”all’improvviso sento distintamente questa frase.
Rispondo istintivamente: “Stavo pensando che forse dovremmo farci una vacanza”.
Lei sorride con denti bianchi anche se un po’ storti: “Sì magari ci farà bene. Ho visto proprio oggi in agenzia un’offerta 7 giorni per il mar Rosso. Dai andiamo subito a vedere”.











